La casa degli spiriti

La casa degli spiriti di Isabel Allende mi ha davvero emozionato, è una narrazione che copre un arco temporale vasto e inizia con una piccola Clara che appunta meticolosamente nei suoi diari ogni evento che intercorre nella sua vita. 

Clara è una bambina molto speciale che ha il dono di poter interagire con il mondo ultraterreno, non ha amici e più passano gli anni più si immerge in questo suo mondo. Si sposa con il giovane e ardito avventuriero Esteban Trueba il quale in realtà non la voleva all'inizio perché il suo amore era solo per la sorella di Clara, Rosa, la quale purtroppo muore precocemente. 

Esteban è povero e passerà tutta la sua vita (arriverà fino alla veneranda età di 90 anni) a dimostrare a se stesso e agli altri il suo valore. Non voleva sposare Rosa prima di aver fatto fortuna perché non si sentiva degno di lei e poi quando finalmente ha trovato l'oro (aveva comprato una concessione mineraria) scopre che la sua amata è morta. Esteban è distrutto ma non si da per vinto e decide di iniziare una nuova vita alle Tre Marie, una tenuta agricola in stato di abbandono che era del padre prima che lui la perdesse al gioco. 

La voglia di riscatto del giovane Trueba e il suo incessante impegno fanno sì che questa tenuta diventi la base della sua ricchezza e un modello per l'intero Paese. Esteban sposa Clara da cui avrà tre figli: Nicholas, Jaime e Blanca. Blanca a sua volta avrà una figlia chiamata Alba, nata da una relazione clandestina con un contadino che anni dopo diventerà d'ispirazione per coloro che lotteranno contro la dittatura che si imporrà in Cile. 

La storia è lunga, ho descritto solo l'essenziale perché se la raccontassi tutta questo post diventerebbe lunghissimo e non avrei spazio per ulteriori riflessioni. 

Lo stile narrativo di Allende è notevole, le donne e la loro incrollabile volontà sono il centro del suo racconto, non si può dire che la protagonista sia Clara perché si ha come la sensazione che ognuno sia a suo modo protagonista. Nessuno è realmente marginale inclusi i personaggi maschili, Allende non vuole giudicare ma dipinge la cornice in cui questi personaggi vivono ed è proprio da questo che si possono comprendere le loro scelte, che altrimenti risulterebbero arbitrarie e talvolta abominevoli. 

Penso a Trueba per esempio che appare come un duro, inarrestabile e talvolta violento ma non è davvero cattivo, anzi. Lui è abituato a combattere per qualunque cosa, è nato nella povertà e non lo dimentica mai anche quando diventa ricco tuttavia è molto impulsivo, per tutta la sua vita si lascerà guidare da una rabbia incontrollata verso il mondo eppure è capace anche di grandi slanci emotivi e il suo cuore è colmo d'amore. 

Questo libro è particolare perché fin dall'inizio accenna e ti prepara a qualcosa di sconvolgente che si annida dietro l'angolo e questo è l'avvento della dittatura della cui ascesa Trueba è in buona parte responsabile. Quei capitoli li ho trovati davvero potenti, capaci di toccare profondamente l'animo umano e ho avuto difficoltà a continuare nella lettura perché sapevo che avrei trovato altre atrocità. 

La casa degli spiriti è questo: una dimora in cui continuano a vivere fantasmi e ricordi di una passata generazione che non cessa mai davvero di esistere ma anzi protegge e aiuta con la loro aura benefica i vivi. 

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