Recensioni online

Sono tante le questioni di cui vorrei discutere, ma ogni volta trovo una scusa per rimandare, oggi però no. La mia attenzione è stata catturata da una novità normativa a dir poco secondaria nel panorama italiano, in cui ogni giorno si susseguono abusi normativi senza colpo ferire. 

La "novità" in questione riguarda il disegno di legge sulle piccole e medie imprese che si occupa anche del tema delle recensioni online. 

In cosa consiste questa ennesima gloriosa battaglia di civiltà? 

Il ddl approvato a gennaio prevedeva che la recensione fosse scritta entro 15 giorni e che l'utente dovesse dimostrare la fruizione effettiva del servizio. I proprietari possono replicare agli utenti, chiedere altresì la rimozione di recensioni false e ingannevoli nonché rimuovere quelle ormai datate, ossia superiori ai due anni. La disciplina in questione non si applica alle recensioni già presenti sui portali ed è fatto divieto di acquistare recensioni o di ottenerle tramite incentivi (come per esempio offrire il pasto). 

Voi mi direte qual è il problema? 

Rilevo, in prima battuta, che i contenuti del provvedimento risalgono a gennaio e oggi dunque la tanto agognata battaglia di civiltà (forse quella tra umani e alieni, poiché nessuno specifica mai contro quale civiltà dobbiamo combattere) ancora è in fase di stallo, tanto che qualche giorno fa è stato presentato un emendamento a dir poco irrilevante sulla questione. Hanno ampliato il termine a 30 giorni per scrivere una recensione aggiungendo che va allegato lo scontrino fiscale per poter scrivere, solo in tal modo sarà possibile dilettare gli utenti con la descrizione delle tue magnifiche esperienza culinarie. 

Questo vi da la certezza che la normativa in questione non presenta alcun carattere d'urgenza e inderogabilità ma veniamo a esaminare i dettagli. 

Il diritto di replica dei proprietari è sempre esistito e regolarmente esercitato, talvolta mi diverto a leggere le risposte offerte alle recensioni menzognere. Parecchie recensioni in effetti sono scritte da analfabeti, ma questa tipologia di persone si troveranno sempre e comunque nella vita e sì, è ben possibile pagare per ottenere recensioni fasulle ma chi le scrive ha in genere scarsa competenza. Il giudizio consta di brevi righe frettolose scritte in un italiano passabile, difficile dar credito a tali parti creativi. Il ristoratore, se ne ricorrono gli estremi, può sporgere denuncia per calunnia e l'anonimo che scrive non rimarrà più tale, chiaramente può ottenere anche l'eliminazione della recensione fraudolenta. Tutto ciò esisteva già da prima del decretino legge eppure quest'ultimo viene applaudito dalle associazioni di categoria (ah dimenticavo che era già illegale pagare per ottenere recensioni fasulle, credo rientri nell'ampia definizione di truffa offerta dall'articolo 640 c.p.). 

La normativa appare dunque inutile e ripetitiva, l'unica novità è rappresentata dall'esibizione dello scontrino per poter recensire. Mi chiedo se nelle pieghe di questo disegno legge si annidi ben altro che doveva passare sotto banco, perché non trovo altra spiegazione. Noi vediamo le ombre proiettate sulla caverna, ma mai le immagini reali da cui le stesse provengono.

#recensione #truffa #anonimato #Diritti

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