Lo straniero
Oggi parliamo dello straniero di Albert Camus, uno scrittore francese del Novecento.
Il libro in realtà lo lessi molti anni fa ma ne parlo oggi in quanto ho visto di recente il film che hanno realizzato l'anno scorso per il festival del cinema.
Sono rimasto affascinato dall'opera, la realizzazione tecnica in bianco e nero è fantastica, ti riporta indietro nel tempo e quasi stentavo a credere che il film fosse stato prodotto nel 2025.
Il protagonista di questa storia è un uomo di nome Meursault, giovane impiegato che vive ad Algeri. La sua è una vita grigia e anonima che viene sconvolta il giorno in cui gli arriva un telegramma che lo avvisa della morte della madre. In realtà ho utilizzato un termine improprio parlando di sconvolgimento nella vita di Meursault in quanto nella sua esistenza ogni cambiamento viene passivamente accettato senza alcuno slancio emotivo né reale partecipazione.
Questa persona esiste senza essere realmente vivo, le emozioni sono qualcosa che non è in grado di provare, nulla lo sconvolge né lo interessa realmente.
La morte della madre viene accolta nella più totale indifferenza: veglia le sue spoglie mortali come ci si aspetterebbe da una persona qualunque al suo posto ma non versa una lacrima. All'inizio ho pensato fosse puro e semplice disinteresse, visto che Meursault l'aveva messa in una casa di riposo molti anni prima e non era mai andato a trovala, ma in realtà si scopre dell'altro. La mancanza di empatia è palese in tutto il film ma in questo caso specifico il protagonista evita di piangere perché sente di non averne il diritto, sua madre fino all'ultimo ha cercato di essere felice (aveva trovato anche un compagno nella casa di riposo) e versare lacrime avrebbe significato compatirla ma questo sarebbe stato ingiusto.
Meursault si oppone al cambiamento ogni volta che può rifiutando per esempio un incarico a Parigi, altrimenti subisce passivamente la vita ed è questo il caso dell'amore.
Meursault incontra dopo diverso tempo una ragazza con la quale si fidanza, lei è felice ma lui non sente assolutamente nulla. Dice anzi suppone di amarla perché è quel che ci si aspetterebbe da una persona normale, così come l'idea di sposarsi va bene ma questo non ha alcun significato profondo. Le persone si amano ed è normale che si sposino ma è tutto qui, il film insiste molto su questo concetto di normalità facendo capire che Meursault sia una persona vuota e che il suo unico modo di vivere sia fingere di essere come chiunque altro.
L'evento che tuttavia conduce il protagonista verso l'abisso è l'assassinio di un uomo. Un giorno Meursault va in spiaggia con degli amici e si imbatte in un gruppo di algerini che nutrivano ostilità verso di loro (la sorella di uno di loro veniva fatta prostituire e picchiata da un amico di Meursault). Il momento è carico di tensione, l'algerino tira fuori un coltello e ferisce al viso l'amico del protagonista. Successivamente la persona lesa prende una rivoltella che però non usa perché viene presa da Meursault il quale raggiunge l'algerino e lo abbatte con sei colpi.
L'omicidio non è dettato dall'odio né tantomeno da un senso di rivalsa per l'offesa subita poc'anzi. Meursault ha sparato in quanto mosso da un riflesso inconscio, in quel momento lo accecava il sole e lui ne era infastidito, quindi esplodere quei colpi fatali era solo un modo per scacciare questo malessere temporaneo.
Tutto ciò appare assurdo e anche in tribunale verrà valutato in questo modo né Meursault ha mai dimostrato un reale pentimento. Avrebbe potuto mentire, difendersi in qualche modo e sarebbe stato prosciolto poiché in un tribunale francese (l'Algeria aveva da poco iniziato a liberarsi del dominio coloniale francese) a nessuno interessava della vita di un algerino. Nulla di tutto ciò viene fatto e anche il processo viene vissuto in maniera distaccata quasi fosse uno spettatore dello stesso. Il pubblico ministero vede giusto quando afferma che l'imputato ignora che cosa significhi vivere in una società e quali siano le regole sociali. La condanna si basa soprattutto sulla mancanza di empatia di Meursault testimoniata anche dall'assenza di lacrime al funerale della madre e che il giorno dopo il funerale lui iniziava una relazione con una ragazza come se nulla fosse.
La sua condanna a morte si approssima sempre di più, spesso appare sotto forma di incubi ed è adesso che finalmente nel personaggio appare quell'umanità a lungo repressa. Meursault ha un acceso scontro con un prete che vorrebbe confessarlo e sentire da lui parole di pentimento. Il protagonista è ateo, sa che non lo attende assolutamente nulla dopo la sua morte e si ritroverà semplicemente immerso nel nulla. Pentirsi neanche ha senso pur se finalmente comprende che avrebbe potuto vivere la sua vita in modo differente ma ha scelto quella vita specifica che lo ha portato alla fine e non c'è niente che il prete possa fare per lui. Meursault mostra rabbia ma non solo nei confronti del prete, penso sia anche verso se stesso perché solo ora che ha paura e la morte si sta avvicinando comprende di aver sbagliato tutto nella sua miserabile vita.
Che altro dire, sbrigatevi a vedere questo film.
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