Il conformista
Il conformista è un'opera di Alberto Moravia, uno scrittore del 900 che sembra appartenere al passato ma in realtà è più attuale che che mai. Il suo stile di scrittura è sopraffino e dubito che qualcuno oggi sia in grado di trasmettere le stesse emozioni, sono queste le eccellenze italiane che dovremmo celebrare.
Il protagonista è Marcello Clerici, un uomo comune nella cui descrizione molti potrebbero ritrovarsi. Marcello è apatico nei confronti della vita, incapace di provare sentimenti autentici incluso l'amore che fino alla fine gli sarà negato. Questo vuoto interiore è causato dalla mancanza di affetti familiari, il padre non si interessa a lui e la madre è fin troppo impegnata a godersi la vita e divertirsi con altri uomini (aveva sposato un uomo molto più anziano di lei). Marcello cresce in questo vuoto affettivo senza imparare a discernere tra il bene e il male, uccide animali per noia e gli piace ma cerca di frenare questi suoi istinti nel momento in cui ne parla a un suo amico e quest'ultimo non lo approva.
In quell'esatto momento nasce nel cuore di Marcello un'inquietudine che si porterà dietro per moltissimi anni, un problema lo tormenta ed è questo: lui non è normale e questo deve cambiare.
La vita di Marcello è dunque essenzialmente questa, la ricerca continua e ininterrotta di una normalità, deve nascondersi agli occhi degli altri e per farlo è necessario sembrare come loro.
L'anormalità trova il suo apice nel momento in cui uccide Lino, un'autista un tempo prete con la passione per i bambini. Lino tenta di sedurre Marcello ma quest'ultimo gli spara. La vita di Marcello cambia da quel momento e ogni sua scelta avrà come obiettivo quello di sembrare una persona comune perché ciò che è lo ripugna.
Marcello entra a far parte della polizia segreta del regime fascista, si dice che va bene così perché questa è la società attuale e farne parte significa obbedire al regime come farebbe un buon cittadino. Non lo fa con lo zelo dei suoi superiori né pensa di obbedire solo a degli ordini, Marcello vede in tutto ciò un cammino ineluttabile quindi parlare di bene e di male non ha alcun senso per lui.
Collabora anche nell'uccisione di un personaggio scomodo, un tempo suo professore universitario e lo fa proprio durante il suo viaggio di nozze a Parigi. Sì, è sposato anche se non sa cosa sia l'amore, prova affetto per la sua donna certo, ma niente di più. C'è stato un momento in cui questa rigida impalcatura è venuta meno, ossia quando Marcello ha conosciuto Lina, la moglie di Quadri (il professore universitario acceso oppositore del regime fascista). Il protagonista ha visto qualcosa in questa donna, una purezza credo che è riuscito a sedurlo al punto da volerne desiderare una fuga con lei. Lina sa chi è, lo disprezza e finge di ricambiare, Marcello ne è consapevole ma comunque continua a sperare perché vorrebbe conoscere l'amore ad ogni costo.
Il protagonista trova la pace e una sua libertà perché tutta la finzione che aveva eretto cade in pezzi nel momento in cui si rende conto del venir meno del fatto costitutivo la sua colpa originaria, ossia l'uccisione di Lino. Marcello capisce che può e anzi deve lasciarsi tutto alle spalle, tutti prima o poi perdiamo la nostra innocenza e compiamo gesti spiacevoli ma questo non deve impedirci di vivere. La fine arriva improvvisa, come un lampo a ciel sereno e credo sia da interpretare come un nuovo inizio.
Il Dottor Clerici è una persona nuova e non ha più bisogno di fingere una vita normale, posto che la normalità non esiste per la maggior parte delle persone. Noto quello che potrebbe sembrare uno struggimento del protagonista nelle ultime righe del libro ma credo sia più un dispiacere perché in fondo lui ora è libero, anche se la libertà ha avuto un caro prezzo.
Molte sono le frasi tratte dal conformista che mi hanno colpito, ve ne cito solo una a chiusura di questo mio post.
"Gli uomini normali non erano buoni, pensò ancora, perché la normalità veniva sempre pagata, consapevolmente o no, a caro prezzo, con complicità varie ma tutte negative , di insensibilità, di stupidità, di viltà quando addirittura non di criminalità".
#letteratura #libridaleggere #Moravia #ilconformista #società #scrittoriitaliani
Commenti
Posta un commento
Grazie per avermi contattato, ti risponderò il prima possibile