La dura realtà
Sapete bene quanto Internet rappresenti una fucina inesauribile di contenuti, qualcuno di qualità, altri un po' meno. Ricordo di aver scoperto Facebook tardivamente rispetto i miei coetanei perché ostile alla tecnologia ma quando finalmente mi decisi fui colpito dall'enorme quantità di possibilità che offriva. Oggi Facebook non ha più alcuna utilità per avviare una conversazione con una persona eppure rimane una preziosa vetrina per mettersi in mostra.
Perché questa lunga premessa? Tra i tanti contenuti sui quali la mia attenzione si è soffermata c'era un post in cui veniva raccontata la storia di una lavoratrice di Onlyfans. Non serve ribadire cosa ne penso, lo sapete bene. Questa storia vede una ragazza emotivamente coinvolta con uno dei suoi clienti, lei sembrava davvero disperata perché lui la vedeva solo come un oggetto.
Non vi nascondo che all'inizio ho sorriso a causa del forte disprezzo che provo per questa gente ma continuavo a rimuginare su questa vicenda senza capirne bene il motivo. Ho realizzato che cosa avesse destato la mia attenzione ed era la giovane età della ragazza che aveva appena venti anni. Sono sicuro fosse pure affascinante ma il punto è un altro, ossia che lei ha espresso un disagio che molti di noi hanno provato in gioventù.
Lei si è aperta con qualcuno, ha investito tempo e attenzioni in una persona indegna e ne è rimasta ferita. Davanti ciò la mia ostilità è venuta meno perché la capisco fin troppo bene, anche io alla sua età avevo voglia di conoscere nuove persone, aprirmi e regolarmente ne ho ricevuto nocumento.
Oggi ho 34 anni e vi dico che davanti una nuova conoscenza (ormai sempre più rare) sono diffidente già da molto, non ho più voglia di raccontare di me, che cosa faccio, chi sono perché già so come andrà a finire.
Esprimo quindi piena solidarietà a questa ragazza che, nonostante la sua attività, si è rifiutata di essere catalogata come un semplice oggetto. Si sarà iscritta perché magari avrà visto Onlyfans come un modo per fare soldi o magari tante sue coetanee già lo fanno e lei le imita per non restare indietro, questo non mi è dato saperlo. So solo però che è difficile rimanere fedeli a se stessi e consci del proprio valore anche quando le circostanze suggeriscono il contrario.
Ciò che è deprecabile tuttavia non è che ci siano ragazze dedite a tali attività bensì migliaia di clienti che forse non hanno mai interagito con una ragazza in vita loro e sanno soddisfarsi solo con questa squallida modalità. Forse bisognerebbe insegnare il rispetto per se stessi prima ancora che l'affettività verso il prossimo. Vorrei esistessero influencer che incoraggino le persone ad esprimersi, a pensare e non a diventare oggetti di consumo.
Per i fruitori di questi contenuti invece dico abbiate un po' di rispetto per voi stessi, queste lavoratrici vi vedono solo come dei perdenti e hanno ragione. Passate oltre e scoprirete che certi contenuti, se ci sapete fare, si possono ottenere anche gratuitamente ma soprattutto prediligete l'esperienza reale, perché il mondo virtuale genera solo frustrazione.
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