Running man

Questo film è uscito da poco nelle sale e sono andato a vederlo senza esitazioni perché già conoscevo il primo Running man del 1987 con Arnold Schwarzenegger (in Italia non mi chiedete il perché è stato tradotto con il titolo l'Implacabile). 

Conoscete bene la mia predilezione per i film d'azione e questo senz'altro lo è ma c'è molto di più, il film invita e anzi costringe a riflettere lo spettatore. L'ambientazione è "futuristica", esattamente come quella del primo film solo che in questa versione del 2025 la tecnologia è qualcosa che possiamo già vedere nelle nostre città. 

In questa ipotetica città del futuro ogni cittadino è sorvegliato, tracciato e monitorato attraverso telecamere e scanner che rilevano il dna nascoste nei lampioni della luce (quest'ultima innovazione ci manca ma un giorno chissà se non verranno posizionate). 

Il termine futuristico per me ha un'accezione prettamente negativa perché il futuro che viene delineato è controllo totale, assenza di libertà, degrado umano e morale nonché povertà assoluta per la maggior parte delle persone. In uno scenario simile la vita umana non ha più alcun valore e ciò legittima la presenza di questo reality chiamato The running man, uno show in cui dei cacciatori braccano degli esseri umani. 

Se una preda riesce a sfuggire per trenta giorni ai cacciatori vince un miliardo di dollari, questa illusoria promessa di vincita attira migliaia di disperati presso la sede del Network che tra l'altro ha il monopolio dell'informazione, ha comprato la polizia e anche il Governo, ormai beni privatizzati che non rispondono più al cittadino. 

The running man non è però solo uno dei tanti reality offerto dal Network: qui i concorrenti sono rappresentati in modo artefatto come dei criminali in fuga dalla giustizia e i cacciatori altro non sono che esecutori della legge. Questi ultimi sono dipinti come degli eroi e ogni cittadino è invitato a collaborare con loro, per esempio segnalando tramite app la presenza dei fuggitivi. 

Come in ogni regime che si rispetti c'è sempre qualcuno immune al lavaggio del cervello, la famosa resistenza che, come nella vita reale, viene derisa e osteggiata ma per fortuna esiste altrimenti saremmo tutti perduti. 

Il network offre uno show incredibile al cittadino, manda in onda video falsificati spacciandoli per reali e soprattutto smuove gli istinti più bassi nelle persone che appaiono violente e rabbiose nei confronti di questi corridori in fuga. 

Il film ha un lieto fine, alla gente viene rilevata la verità e si solleva contro il Network. 

Sapete cosa ho pensato al termine della proiezione di questa avvincente pellicola? 

Questo futuro non è poi così lontano dalla nostra realtà: solo gli ingenui oggi credono che le nostre Istituzioni siano a servizio del cittadino e che i valori di cui ci si riempie la bocca ogni giorno abbiano dei contenuti reali. 

La propaganda e la manipolazione ci vengono servite ogni giorno dai telegiornali e no, non credo in una sollevazione popolare che ripristini lo stato di diritto e annienti la corruzione. 

Questo perché la verità, esattamente come la menzogna, viene sorbita passivamente da milioni di persone che la accettano senza alcun filtro e nulla cambia nelle loro vite. Siamo intrattenuti ogni giorno da migliaia di idiozie e credo che se un domani in Italia venisse mandato in onda un programma come The running man la gente lo seguirebbe, diventerebbe ancora più mentecatta, denuncerebbe a tutto spiano i fuggitivi (forse neanche in cambio di una ricompensa). 

Al massimo il telegiornale direbbe che il fenomeno ha suscitato indignazione e dibattito ma lo show andrebbe avanti senza alcun problema e alla gente piacerebbe.

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