Yaratilan, la creatura
Oggi ho voglia di parlare dell'ultima serie che ho visto ossia Yaratilan, la creatura.
Sono certo che sarà sconosciuta più o meno a tutti ed è comprensibile visto che è di due anni fa e come ben sappiamo ne escono a migliaia di questi prodotti.
Ho l'abitudine di aggiungere nella lista di Netflix parecchie serie (raramente film) che prima o poi ho intenzione di vedere ma spesso sono distolto da questo proposito, in quanto escono nuove avvincenti storie che catturano la mia attenzione.
Quando finalmente mi sono deciso a dare un'occhiata a questo titolo, ne sono stato subito catturato fin dal primo episodio.
Questa serie è ispirata a Frankenstein di Mary Shelley e questo già vi fa intendere che cosa succederà.
Il protagonista è un giovane molto curioso e promettente di nome Ziya che vuole diventare un dottore, è ambizioso, vorrebbe fare la differenza nel mondo e salvare vite. Ben presto però però si scontra con la realtà e si rende conto che il mondo accademico è popolato da incapaci che si limitano a ripetere in modo pedissequo nozioni di medicina ormai desuete.
La scienza è confronto, scontro dialettico ma soprattutto dubbio e costante ricerca, Ziya lo sa e, per un caso fortuito, conosce il professor Ihsan con le sue stesse vedute. Quest ultimo è stato cacciato dall'Università perché ha viaggiato per il mondo confrontandosi con realtà differenti e voleva condividere le sue scoperte con gli altri docenti. Questo modo di vedere la scienza tuttavia viene considerato sacrilego visto che si permette di mettere in dubbio le certezze granitiche su cui si basa la scienza ufficiale. Ihsan si rifugia nella sua abitazione ma questo isolamento non è affatto segno di sconfitta o rassegnazione come si potrebbe pensare, in realtà sta lavorando a un progetto ambizioso, ossia riportare in vita chi è morto e per farlo si avvale del libro della resurrezione.
Ziya e Ihsan collaborano e effettivamente riescono nel loro intento (non vi rivelo tutti i dettagli) ma il risultato è spaventoso. L'essere riportato in vita, sebbene abbia fattezze umane, è quanto di più lontano ci possa essere da un uomo. La creatura è regredita a uno stadio primitivo e dovrà faticare per ritrovare se stesso e quando ciò accadrà non sarà comunque la stessa persona di prima. Fa del bene anche se il suo operato causa spesso violenza e distruzione, conosce l'amore per la prima volta nella sua vita.
Il modo in cui termina questa storia è inaspettato, forse anche crudele ma ci insegna due cose: l'amore è una forza meravigliosa che può riempire di gioia e significato la vita di una persona e che la speranza va sempre coltivata.
La speranza di poter strappare sua madre dalla morte, infatti, ha spinto Ziya ad addentrarsi in questa pericolosa strada e sempre questo inesplicabile movente dell'azione umana ha portato a grandi scoperte nel corso dei secoli.
La speranza in se non è condannabile, forse lo sono di più le azioni degli uomini che talvolta si perdono perché pervasi da questa incontenibile volontà di non soccombere dinanzi le avversità delle vita.
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