Il perché della Storia
"Qual è la causa degli avvenimenti storici? Il potere. Che cos'è il potere? Il potere è la somma delle volontà trasferita in una sola persona. A quale condizione si trasferiscono la volontà delle masse in una sola persona? Alla condizione che il personaggio scelto esprima la volontà di tutti. In altre parole: il potere è il potere. In altre parole: il potere è una parola il cui significato ci è incomprensibile."
Così si esprimeva Tolstoj in Guerra e Pace, le sue riflessioni scaturirono da un fatto storico specifico, ossia l'invasione delle truppe napoleoniche nel 1812 in Russia ma queste considerazioni valgono per qualunque avvenimento storico. Per Tolstoj il potere non viene attribuito dagli Dei per una nobile e imperscrutabile finalità, ignota persino all'eroe prescelto. Può sembrare una banalità, eppure per molto tempo questa è stata la lettura predominante della storia. Ai suoi tempi l'approccio era cambiato eppure comunque ancora si era lontani dal comprendere i perché della storia, che cosa cioè ha realmente portato al compimento degli eventi così come ci sono stati tramandati. La storia è falsa, questo l'ho sempre pensato e ora ne ho avuto ulteriore conferma. La reputo ignobilmente distorta in quanto la realtà viene deformata e l'evento in sé perde la propria oggettività per assumere connotati talvolta poetici, altre volte grotteschi (basti vedere ogni ricostruzione effettuata nella nostra storia recente).
Tolstoj tuttavia non accennava minimamente a tutto ciò, lui si domanda il perché o meglio quali forze agiscano sulle masse affinché assecondino un uomo. Il grande uomo in questione, vuoi che sia Napoleone o qualunque altro personaggio storico, non ha di certo caratteristiche fisiche o morali tali che gli permettano di soverchiare il prossimo e imporsi. Ha carisma, questo è indubbio eppure le belle parole da sole non bastano né spiegano perché milioni di persone sono pronte a seguirlo e addirittura a morire per lui.
Credo che le masse, ossia la forza lavoro invisibile in ragione delle quali si compiono le più eroiche imprese o i più colossali misfatti, non scelgano affatto il loro leader in modo consapevole e libero.
Le moltitudini possono essere addestrate, lo fanno da sempre e a questo servono i mezzi di comunicazione di massa, influenzano e dirigono, dicendoti cosa pensare e soprattutto ciò che è da ritenersi buono e ciò che invece è malsano.
Questo è un discorso, mi direte, valido magari per gli ultimi 100 anni di storia perché prima non esistevano i sottili e invasivi mezzi di persuasione che conosciamo. Le persone tuttavia ben potevano essere influenzate e questo perché il singolo non ha mai contato alcunché (proprio come oggi). L'uomo comune mangia, dorme, vive, soddisfa i suoi bisogni ma spesso trascura se stesso e la sua interiorità.
Una persona è quasi sempre connessa con il mondo, ossia è impegnata giornalmente nel soddisfacimento dei suoi bisogni primari e ha come unico scopo la sopravvivenza oppure è perennemente distratta dal soddisfacimento di bisogni indotti dalla società.
Un tempo l'istruzione era per pochi, pertanto quasi nessuno aveva la possibilità di sviluppare un pensiero e una coscienza critica, farsi trascinare dagli eventi era semplice.
Oggi invece la situazione è cambiata, tutti potenzialmente avremo nel palmo delle nostre mani i mezzi per sviluppare il nostro Io eppure la maggior parte della popolazione è stupida e ha rinunciato al tratto distintivo che dovrebbe essere proprio di ogni essere umano. Questa caratteristica è la curiosità che ti porta a fare scoperte impensabili, a conoscere il mondo e a metterlo in dubbio apprendendo sempre di più.
Se da un lato è vero che gli eventi storici non possono essere imputati solo a un singolo personaggio bensì ad una molteplicità di volontà, è necessario rendersi conto di un dato. Queste volontà sono deboli se considerate singolarmente e acquistano forza solo nel momento in cui si aggiungono alla massa. Se ognuno raggiungesse la consapevolezza del se e di cosa è davvero in grado di fare avremo solo piccoli uomini isolati che danno ordini a cui in pochi obbedirebbero ed è così che molti eventi nefasti neanche si potrebbero compiere.
Tutto ciò che accade di buono o meno nel mondo è imputabile a ognuno di noi e alla nostra concorde volontà di sottostare. Neanche rileverebbe che il leader di turno nella storia sia apparso nella stessa in maniera non casuale bensì eterodiretta da altri centri di potere. A questo burattino si potrebbe regalare credibilità e una visibilità sempre crescente nonché una "missione" da realizzare ma tutto ciò dipenderebbe in ultima istanza sempre e comunque dall'ignoranza delle persone che passivamente aderiscono alla narrazione fornitagli. Il potere necessita di menzogne per potersi imporre, solo il dubbio e il raziocinio possono sconfiggerlo.
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