Fuga dalla vita

"Non c'è nulla di insignificante come non c'è nulla di importante, tutto è lo stesso: la cosa che conta è salvarsi dalla vita come meglio si può! Occorre soltanto non vederla questa spaventosa vita".

Queste frasi le ho estrapolate da Guerra e Pace, romanzo monumentale di Tolstoj e l'aggettivo non si riferisce tanto alla lunghezza dell'opera quanto alla complessità della stessa. 

Da qualche mese ho iniziato a leggere questo romanzo e mille volte avrei voluto scrivere qualcosa in merito, ma esitavo perché non mi ritenevo in grado di farlo (anche ora che scrivo ho qualche dubbio in merito).

Sono infiniti i passaggi che offrono momenti di riflessione, questo però mi ha colpito perché credo che in un certo senso rappresenti l'essenza di Guerra e Pace.

Il pensiero sopra citato è di Pierre Bezuchov ed esprime una profonda consapevolezza di sé. Pierre pensa alla sua vita, ha cercato di fare del suo meglio ma ovunque volge il suo sguardo vede solo il fallimento. Voleva cambiare il mondo ma in realtà è successo proprio l'esatto opposto. Da un giorno all'altro è diventato conte, non era ciò che voleva eppure si è lasciato trascinare. Non era neanche interessato ad aver moglie eppure è sposato con una delle donne più affascinanti di Mosca perché era un buon partito e doveva sistemarsi. Il suo matrimonio è una farsa priva di amore né è in grado di essere un buon marito. Si avvicina al mondo della massoneria, ne rimane affascinato dai nobili ideali ma quando cerca di trasporre nel mondo quegli insegnamenti (liberando per esempio i contadini, costruendo edifici pubblici per garantire loro assistenza medica e istruzione) viene frodato dal suo amministratore e non è neanche in grado di cogliere l'inganno perché non ne capisce molto di rendiconti e tutte queste attività pratiche. Qualunque cosa faccia, Pierre non conosce altro che sconfitta e frustrazione. L'unico modo per sfuggire a questa desolazione è rincorrere i vani piaceri mondani: beve molto sino a perdere conoscenza, indulge nel cibo, si dedica ai piaceri della carne. Eppure tutto ciò è inutile perché la coscienza non può essere sopita all'infinito ma in fondo va bene così. 

L'importante è salvarsi dalla vita con ogni intrattenimento possibile perché lui non è in grado di fare alcunché per migliorarla.

Trovo tutto ciò molto vero e triste allo stesso tempo, tanti rincorrono il nulla senza esserne neanche consapevoli ma ciò non provoca in loro un reale senso di scoramento o disagio. 

Chi invece scende più in profondità dentro di sé avverte benissimo quanto sia sbagliato e ne soffre intensamente. 

Poco male che spesso falliremo, l'importante è continuare a provarci. 

Essere migliori è un obiettivo che non ci si dovrebbe mai stancare di perseguire, una sfida infinita con se stessi che porta benefici anche se la strada è lunga e poco illuminata.

#letteratura #GuerraePace #Tolstoj #riflessioni


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