Il nulla che avanza

Da diverso tempo appaiono ormai notizie apparentemente frivole e idonee a suscitare sorrisi nonché le solite insignificanti polemiche. 

Nello specifico mi riferisco a Onlyfans, una piattaforma attraverso la quale, come ormai tutti sappiamo, l'utente vende contenuti a sfondo sessuale. Sono molti a ritenere tale attività una vera e propria "rivoluzione culturale", finalmente la donna impara a esprimere se stessa e ad essere libera. 

Non è così chiaramente, né sono qui per esprimere un patetico giudizio moralistico su cosa sia giusto o meno fare, in realtà ci sarebbe solo un quesito a mio avviso utile ed è il seguente: in che razza di mondo siamo finiti?

Un tempo si disprezzavano le meretrici perché vendevano il proprio corpo ma quantomeno tale rapporto prevedeva un corrispettivo, mentre oggi tale utilità è stata soppiantata da un piacere ancora più effimero e impalpabile.

Secondo le "creatrici di contenuti" (non uso il termine meretrice poiché offenderei la dignità di queste ultime, carente invece nelle creatrici di content) sarebbe giusto pagare per vedere i loro bei corpi, pensando di essere portatrici di chissà quale unicità. 

Molte donne la pensano come lei e evidentemente anche parecchi uomini visti gli introiti generati da questa sudicia attività.

Siamo arrivati a un punto in cui essere oggetti diventa un vanto e una fetta sempre più grande della popolazione è rappresentata da miserabili falliti, perché solo tali soggetti possono finanziare l'ascesa di queste squallide donnine. 

Mi vergogno profondamente per questa tipologia di uomini, incapaci persino di soddisfare in modo adeguato le loro esigenze, forse tra qualche anno dimenticheranno persino le modalità concrete per soddisfare una donna. 
Il fallito però non è solo l'acquirente ma anche il venditore, che ignora come nella realtà si possa benissimo ottenere ciò che offre anche gratuitamente. 

Mi dispiace anche per tutte quelle donne che faticano a emergere e devono lottare quotidianamente per far sentire la propria voce. A tutte costoro dico non arrendetevi, se vi dicono che il successo è spogliarsi e fare la m.ignota (ossia madre ignota, da cui deriva il classico termine ben noto qui nel Lazio per indicare una poco di buono che non posso scrivere ma senz'altro ben comprenderete) ebbene ridete in faccia a costoro, soprattutto se a dirvelo è una donna. 
Imparate ad essere orgogliose di voi stesse, una mente raffinata è terribilmente intrigante e sexy tanto quanto un bel corpo!

Ciò premesso, predico la libertà di creare contenuti pornografici online e venderli, se qualcuno è così disperato e patetico li acquisti pure ma vorrei ricordare alle creatrici l'obbligo di dichiarare tali proventi al fisco. 
Sarebbe bello se un giorno venisse istituito anche l'obbligo di indicare tale attività nel curriculum vitae, così un'azienda saprà esattamente il soggetto con cui sta interagendo. 

Chissà quante aziende sarebbero disposte ad assumere un inutile oggetto parlante.

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