I racconti di Bulgakov

La mia ultima lettura è stata Bulgakov, l'ho trovato decisamente particolare. Bulgakov non è di certo Dostoevskij (per inciso il mio autore russo preferito), ha uno stile del tutto differente. I suoi racconti sono connotati da una fervida immaginazione a partire da "Cuore di cane", in cui un medico russo trapianta nel corpo di un cane l'ipofisi di un essere umano e dopo qualche giorno il cane acquista sembianze umane acquisendo anche l'abilità di parlare. Il medico ha compiuto un'impresa straordinaria ma ben presto comprende l'errore di volersi sostituire a Dio (accade lo stesso nel racconto "le uova fatali") e inverte il processo. In entrambi i racconti gli uomini di scienza devo dire che si somigliano: sono soli, brillanti e il lavoro rappresenta l'intera dimensione della loro esistenza tuttavia le loro certezze si incrinano nel momento in cui raggiungono l'apice del loro successo sino alla completa disgregazione. Bulgakov senz'altro doveva possedere nozioni ben precise di anatomia e fisica, altrimenti non avrebbe potuto scrivere queste opere ma tali racconti fanno parte di un'opera più complessa. 

Un racconto che mi ha suscitato molte perplessità è stato invece "Romanzo teatrale Diavoleide", suddiviso peraltro in due parti. Il protagonista è Sergej Leont'evic Maksudov, uno scrittore esordiente che riesce a pubblicare la propria opera. 

Lo scrittore cerca disperatamente un teatro che voglia rappresentare la sua opera ma nessuno sembra intenzionato ad accogliere le sue richieste. Maksudov viene infine contattato da un misterioso personaggio che sembra entusiasta del suo lavoro, firma un contratto con un teatro (per il quale viene pagato una miseria e anche con una certa riluttanza) e da qui in poi tutta la vicenda inizia a complicarsi. Il testo deve essere cambiato perché non è possibile rappresentare determinate scene, quindi Maksudov lavora incessantemente per apportare le modifiche necessarie. I mesi passano, la salute e le condizioni economiche del protagonista peggiorano sempre di più ma non c'è traccia dell'opera. Tutto sembra perduto e ormai dimenticato ma un giorno Sergej scopre perché il progetto si è arenato (dispute tra gli attori su chi dovesse interpretare le parti) e verso la fine del racconto iniziano le prove in teatro per poter un giorno portare a conoscenza del grande pubblico l'opera teatrale. 

Ho detto che mi ha suscitato delle perplessità e non a caso: il racconto finisce così, non sappiamo se l'opera verrà mai rappresentata e se davvero piacerà al pubblico. Un indizio però ci viene fornito all'inizio del racconto: colui che narra queste vicende non è Maksudov, ma un amico che ha ricevuto tali memorie da pubblicare. Maksudov infatti si era suicidato perché soffriva di depressione, pertanto l'intera vicenda narrata era probabilmente frutto di una mente malata. 

Nonostante tutto ciò fosse manifesto sin dall'inizio proprio non comprendo la fine di questo racconto. Era davvero tutta un'allucinazione oppure Sergej si è suicidato perché l'opera teatrale su cui aveva investito tutte le sue energie non è mai stata portata a compimento o peggio non è stata gradita dal pubblico?

Ci sono libri che vanno riletti più di una volta per comprenderne le varie sfumature e questo è senz'altro uno di questi. 

#bulgakov #letteratura #fantascienza

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