farmaci killer
In questi anni abbiamo denunciato a più riprese il sistema fallace della farmacovigilanza in Italia.
Ciò si è reso palese a partire dal 2021, data in cui sono stato immessi in commercio sieri "vaccinali" a mRNA la cui letalità è tuttora sconosciuta e che continua a mietere malori improvvisi in tutta Italia (senza alcuna correlazione si intende).
Il problema è in realtà sistemico e riguarda la quasi totalità dei farmaci che il cittadino comune assume nella più totale fiducia e ignavia.
Per rendersi conto della gravità del problema basta navigare sul sito di AIFA, dove in fondo si trova una sezione molto interessante chiamata "avvisi di sicurezza".
Copiose sono le note informative riguardanti i medicinali, non si salva davvero nulla.
Bisogna prestare attenzione ai farmaci per la perdita di peso, così come agli antidolorifici e al finasteride (molto noto agli uomini con problemi di calvizie).
In merito a quest'ultimo farmaco si apprende in una nota di AIFA del 4 ottobre 2024 che "L'EMA ha avviato una revisione dei medicinali contenenti finasteride e dutasteride a seguito di preoccupazioni riguardanti l'ideazione suicidaria e i comportamenti suicidari".
Il fatto è a dir poco sconcertante se si pensa che chi soffre di calvizie usa questo farmaco praticamente a vita, ignorando tra l'altro che interferisce con la produzione di testosterone quindi sarebbe doppiamente dannoso.
Nella barra di ricerca del sito di AIFA, se si scrive "farmaco ritirato", usciranno numerosi risultati di ricerca ma non è possibile sapere se esista una sezione in cui siano elencati tutti i farmaci ritirati dal commercio e quelli prossimi al ritiro.
Una certezza però c'è: nel nostro Paese vengono immessi farmaci dannosi in maniera sistematica, e con la stessa nonchalance vengono ritirati per essere sostituti da altri che magari qualche anno dopo faranno la stessa fine.
L'unico modo per spezzare questo infinito loop è essere consapevoli e informarsi su ogni medicinale che viene prescritto, cercando di limitarne l'assunzione il più possibile.
È palese che gli studi condotti siano insufficienti o siano orientati all'immissione in commercio, mentre le revisioni o i ritiri vengono consentiti solo quando le farmaceutiche lo permettono o dopo che i farmaci hanno ricevuto anni si utilizzo e la benedizione di AIFA.
Commenti
Posta un commento
Grazie per avermi contattato, ti risponderò il prima possibile