La religione dell'osceno


Le Olimpiadi 2024 sono iniziate già da diversi giorni a Parigi e come molti altri eventi anche questo ha il dovere di promuovere l'ideologia globalista, ma stavolta qualcosa non ha funzionato.
L'autocelebrazione di questo credo è stata fin troppo ostentata, tanto da provocarne il rigetto anche da parte di persone comuni che ingenuamente pensavano di assistere a una semplice manifestazione sportiva.
Si poteva forse chiudere un occhio dinanzi alla gonnella esibita dall'atleta Sasha Zhoya in nome della "parità di genere", ma di fronte alla rappresentazione dell'Ultima Cena si è toccato proprio il fondo.
Qui campeggiavano drag queen, transessuali e altri dubbi personaggi iconici della ideologia LGBT (perché ideologia è diventata, che arriva ad includere anche la pedofilia) ed è evidente che questo non poteva certo essere accolto con favore da persone normali.
Ad essere insorta non è solo la comunità cristiana -ad eccezione di Bergoglio che nulla ha da dire in merito e, anzi, pare molto compiaciuto da questo evento-, ma ha protestato anche l'organismo scientifico islamico: esatto, proprio coloro che sono stati dipinti come pericolosi fondamentalisti e da cui ci hanno insegnato a rifuggire negli ultimi vent'anni.
Essi affermano che insultare Cristo o uno qualsiasi dei profeti equivale a estremismo e barbarie, e hanno ragione, anche perché sanno che lo scopo sotteso a queste rappresentazioni è l'azzeramento della religione, qualsiasi religione, per normalizzare e imporre ciò che è contrario alla natura umana.
L'accettazione del diverso non ha nulla a che fare con l'imposizione della devianza come criterio di normalità.
Essa è l'eccezione, non certo la regola, e a chi crede che vengano tutelate le minoranze dico solo questo: il globalismo ha in spregio l'essere umano indistintamente.

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