L'informazione in Italia

Giorni fa sentivo in televisione una delle tante notizie, una delle varie che vengono portate all'attenzione del telespettatore per suscitare in lui sdegno. 

Un giocatore di calcio avrebbe insultato un altro con frasi razziste, ovviamente è partita subito la consueta macchina del fango e si è attivata l'italica e atavica indignazione per il fattaccio, purtroppo però sullo show è calato presto il sipario. 

Non c'erano prove del fatto, a parte ovviamente la dichiarazione della parte che si è ritenuta lesa. Eppure, nonostante la semplicità della suddetta argomentazione, in molti hanno continuato, forse per inerzia, a proclamarsi sorpresi e indignati.

Immaginate di dovervi presentare in tribunale ed essere condannati senza alcuna prova ma solo perché una persona asserisce che avete commesso una determinata azione.❗❓❌❓❌

Il giocatore "offeso" e molti altri tifosi questo richiedevano nel momento in cui si sono lamentati dell'ovvia decisione emessa. 

Sentirete spesso usare questa parola da me (ossia indignazione) quando parlo di mass media e non per carenza di sinonimi ma per il semplice fatto che essa è una di quelle parole chiave che permettono di comprendere il sistema dell'informazione in Italia. 

L'indignazione è un'arma potente e ogni giorno i giornalisti hanno l'obbligo di dirottarla verso un evento o fatto specifico che possa emotivamente colpire il telespettatore. Perché mai? Non si tratta di audience, piuttosto conta intrattenere il pubblico con una storia che lo appassioni al fine di distrarlo dalla reali notizie che accadono nel mondo.

Si tratta davvero di un lavoraccio, infatti è difficile interessare il telespettatore alla stessa notizia per più di 24 ore o poco più. L'italiano medio ha la tendenza a dimenticare in fretta ciò che sente al telegiornale quindi deve sempre trovare qualcosa di nuovo per cui fare il tifo. 

Qualche giorno fa i riflettori erano puntati su questa vicenda, il giorno dopo magari si trova qualche omicidio che verrà usato come messaggio neanche troppo subliminale per dirti che c'è un'emergenza e bisogna fare qualcosa, insomma la parola d'ordine è tu non sei al sicuro e devi vivere nella paura.

Questo accade perché i fatti realmente utili da sapere, ossia che cosa succede nell'immenso mondo che ci circonda è bene non si sappiano. Vi invito a prendere nota delle notizie fornite da un telegiornale nell'arco di una settimana, ci sono solo fatti di cronaca, gossip e storie per cui siete costretti ad indignarvi. Per quanto riguarda il resto del mondo troverete perlopiù notizie frammentate a cui vengono concessi trenta secondi e brevi commenti a riguardo. 

L'informazione è gravemente malata poiché le notizie reali o non vengono fornite oppure le somministrano in modo distorto e ingannevole. A questa semplice verità è impossibile però arrivare a meno che non si intraprenda un lungo e periglioso viaggio nel mondo dell'informazione dove si naviga a vista e il pericolo è sempre dietro l'angolo.

#disinformation #massmedia #giornalismo

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